Altro che l’accendersi del display del cellulare all’arrivo di un messaggio, io voglio sentire il suono del citofono all’arrivo del postino che tiene in mano una tua lettera.

Oggi pensavo a come sia assurdo che il mare finisca. Ma ci pensate? Così grande, così profondo, così blu. Semplicemente, il mare. Ma poi, a un certo punto, finisce anche lui.
Al che ho pensato: se finisce il mare, cos’altro può finire? E in effetti mi rendo conto che tutto finisce: le amicizie, i viaggi, la scuola, l’amore, le giornate, i programmi televisivi, le canzoni, i libri, la vita. Arrivi a un certo punto della tua esistenza in cui tutto finisce e ti ritrovi a fare i conti con te stesso: nemmeno il mare ti salva, tanto finisce anche quello.

È assurdo pensare a quanto spesso le persone confondano la libertà con la solitudine: libertà va condivisa per essere davvero libera.

Pensi sia semplice? Tu prova ad amare una persona tutti i giorni, sempre la stessa, ogni mattina, ad ogni istante, minuto, sempre. Prova ad amarla quando sbaglia, quando urla, quando ferisce, tramortisce, uccide. Prova ad amarla quando è felice, quando sorride. Amala quando è di cattivo umore, quando ti sbatte le porte in faccia promettendo di non aprirle più e lasciarti fuori per sempre. Amala quando ti regala una risata fragorosa, amala quando canta a squarciagola e perché no, amala anche quando dorme. Prova ad amarla dopo i pianti, le insicurezze, gli errori, le paure. Svegliati ogni mattina e amala lo stesso, anche solo per il semplice fatto che è lei.
Potrà non essere semplice, ma credimi: se ci riesci è perché ne vale la pena.


(E tu ne vali la pena.)

soffroeppuremivienedaridere:

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CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO.

Chiunque di voi lo abbia letto mi direbbe le sue impressioni su questo libro? Ve ne sarei davvero tanto tanto grata!

“Stavo giusto pensando che se avessi la possibilità di svegliarmi ogni giorno in un posto diverso, io ogni giorno sceglierei le tue braccia perché non esiste luogo migliore al mondo da poter chiamare “casa”.”
— Senza parole (via isenzaparole)